Ritratti di Femmes Fatales

Donne spregiudicate, ossessionate dalla vertigine dei sensi, capaci di reprimere la loro natura corrotta oppure madri e mogli fedeli, sicuramente vanitose ma ben salde nelle loro virtù morali? Chi erano, cosa facevano e dove vivevano quelle femmes fatales della Belle époque che Giovanni Boldini (1842-1931), “le peintre italien de Paris”, ebbe l’onore e il merito di rappresentare nelle sue tele? Ognuna era per lui “divina” ed era quello l’aggettivo che amava usare di più, una sorta di superlativo assoluto il cui significato non stava nella bellezza estetica fine a se stessa, quanto nello charme aristocratico proprio di quelle regine del jet set internazionale. “La loro allure era determinata dal rango, dal titolo, dall’eleganza ma soprattutto dalla capacità di essere attuali e raffinatamente sensuali, di seguire la moda e in alcuni casi di influenzarne le tendenze”, ci spiega Tiziano Panconi che con Sergio Gaddi ha curato la mostra dedicata all’artista ferrarese al Complesso del Vittoriano di Roma visitabile fino al 16 luglio prossimo.

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