Raffaello Gambogi: la vita e le opere

Raffaello Gambogi (Livorno, 1874 – 1943)

Fu appartenente al gruppo dei Postmacchiaioli. Nel 1892 si iscrisse all’Accademia di Belle Arti di Firenze ed entrò in contatto con Giovanni Fattori. La personalità artistica che più lo influenza fu però Angiolo Tommasi e quando nel 1894 creò probabilmente il suo quadro più conosciuto (Gli emigranti), chiara è l’impronta e l’insegnamento di tale pittore.

Fu tuttavia un altro incontro a cambiargli la vita; quello con Elin Danielson, pittrice finlandese di talento, che nel 1898 diviene sua moglie. Si stabilirono pressoTorre del Lago, dando avvio ad una collaborazione artistica molto proficua.

Gambogi entrò a far parte del Club la Boheme, una sorta di associazione cultural-goliardica che fiancheggiava l’opera artistica di Giacomo Puccini. In quegli anni fu in compagnia dei fratelli Tommasi(Angiolo e Ludovico), di Francesco Fanelli e di Ferruccio Pagni. Fu questo il momento migliore per la pittorica di Gambogi che, complice i consigli della moglie, orientò le sue composizioni su un nuovo equilibrio tra le forme e la luce, che creano un’atmosfera di austerità per così dire “nordica”.

Con il declinare del secolo Gambogi si trasferì a Livorno, nel quartiere di Antignano, e qui cominciarono i suoi primi problemi di salute. Un viaggio in Finlandia fece esplodere la malattia nervosa che il pittore stava forse covando. Nel 1904 deve stabilirsi a Volterra per farsi curare da alcuni specialisti del locale ospedale. Non si riprenderà mai, anche se artisticamente parlando si notarono poco i contraccolpi determinati da questa nevrosi. La sua salute peggiorò alla morte della moglie, Elin, avvenuta ad Antignano nel 1919.

Passò gli ultimi anni di vita in sostanziale isolamento, cosa che influì negativamente sulla sua pittura. Morì nel 1943.

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